17 settembre 2017

Señor Vivo & Coca Lord

Difficilmente leggerete il libro che sto per consigliarvi e il primo motivo è che è un libro vecchiotto: Fazi lo ha pubblicato a fine 1999, ma Loius De Bernieres l'ha scritto nel 1991 (roba dell'altro millennio!) e io stessa l'ho pescato in un cesto di libri usati in una bella libreria torteria di Torino.
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Ovviamente poi dovrete anche superare la prova del libro con la copertina brutta brutta: io stessa l'ho preso da quella cesta solo perché volevo un libro latinoamericano e non avevo trovato nulla di meglio. Non avevo neanche letto che l'autore è lo stesso che ha scritto Il mandolino del Capitano Corelli e che non è sudamericano, ma è un inglese che ha vissuto per tanti anni in Colombia.


Poi non dovete avere troppa orticaria per il misticismo, la stregoneria e tutte le cose magiche:
Dioniso Vivo è un giovane professore di filosofia secolare in Colombia che scrive delle lettere su un giornale per denunciare i misfatti dei trafficanti di droga. Ovviamente quelli vogliono fargliela pagare ma lui per una serie di fortunate coincidenze riesce sempre a sfuggire ai vari attentati e quindi inizia a circolare il dubbio che Dioniso sia uno stregone... fino a che Dioniso Vivo diventa una vera e propria leggenda ed un uomo molto temuto a cui nessuno osa fare direttamente del male.

Per apprezzare questo libro è preferibile che abbiate qualche familiarità con lo spagnolo: per motivi a me incomprensibili il libro è pieno di termini lasciati in spagnolo. Questo rende la lettura un po' meno scorrevole ed una scelta di traduzione differente non sarebbe stata malvagia!

Non dovete avere lo stomaco debole: poche volte ho letto in modo così crudo il modo in cui si può infierire su un cadavere. Se poi questa lettura la fate prima dei pasti o prima di dormire e il cadavere è quello di un personaggio che amate molto non è simapaticissimo!
Non ho mai visto una puntata di Narcos ma credo che Pablo Escobando, il viscido capo della mafia colombiana nel libro, possa essere un parente stretto di Pablo Escobar... quindi azzardo che se vi piace Narcos potrebbe interessarvi questo libro.

"Küçük yaştaki bakire kızlarımız birtakım adamlar tarafından tecavüze uğrayıp hastanelik olmakta, bu zavallı masum çocukların gelecekte bir erkeğe güvenme olasılığı ortadan kaldırılmaktadır. Bu çocuklar büyüyünce nasıl insanlar olacaklar? Hiçbiri cinsel ilişkinin tadına varamayacak, çünkü acı anıları gelecek akıllarına. Bu çocuklar nasıl eşler, nasıl anneler olacaklar, ilk âdet dönemlerinin ardından bu canavarların piçlerini doğurduktan sonra? Daha on iki yaşında zührevi hastalığa yakalanan bu masumların gelecekte sağlıklı bir yaşam sürmesi mümkün mü? Her araba sesi yüreklerinde dehşet uyandırırken hangi güvenlik ve rahatlık duygusundan söz edilebilir? Kendi seçtikleri insanı sevme hakkını savunan tüm kadınlar ve kadınları seven tüm erkekler seslerini yükseltmelidir, biz de kendi kendimize bu adamların kadınlardan bu kadar nefret etmesine ne gibi bir hastalığın neden olduğunu sormalıyız." (syf/68)
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E quindi? Quindi nonostante tutto questo a me Señor Vivo & Coca Lord è piaciuto molto perché è uno di quei libri che genera emozioni forti: mi ha fatto inorridire, mi ha fatto paura, mi ha fatto sbuffare, mi ha fatto sorridere sotto i baffi per la sottile ironia e battere forte il cuore... e venire voglia di tornare in America Latina.


13 settembre 2017

Polonia da record

Qualche giorno fa ho visto su un gruppo facebook che si parlava di posti da record e mi sono ricordata che non vi ho mai parlato dei posti da record (=i più qualcosa) che ho visitato in Polonia lo scorso anno.
La penisola di Hel, a un paio di ore da Danzica, è il posto più a Nord dove io sia mai stata... ma non è questo il tipo di record di cui vorrei parlarvi!
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Il faro di Hel: il posto più a nord dove io sia mai stata
Il molo di Sopot è lungo 512 metri: è il più lungo molo di legno in Europa!
Per accedervi e fare una bella passeggiata si paga un biglietto di ingresso e poi, a passeggiata conclusa, si può passare le giornata in spiaggia... e stupirsi di cosa portino in spiaggia i polacchi!
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La città di Sopot è lontana più di 500 metri dalla punta del suo molo!
Il castello di Malbork è davvero spettacolare, ma occhio a non fare la cavolata che ho pensato io: "Se è un castello ci vado da Danzica un giorno che fa brutto così non mi brucio una giornata di sole". Il castello è il più grande (e forse unico) castello interamente in mattoni di tutta Europa: è così grande che la maggior parte della visita si fa in spazi esterni e se avesse piovuto sarebbe stato un vero peccato. Il castello è visitatissimo e vi consiglio di prenotare la visita in anticipo, se no potreste conquistare un altro record: quello della coda più lunga di tutta la vostra vacanza per accedere alla biglietteria.
Se ci arrivate in treno mettetevi sul lato sinistro: lo vedrete in tutta la sua grandezza già dal finestrino!
Il castello di Malbork è stato bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale ma i polacchi lo hanno rimesso a nuovo
La piazza medioevale più grande di Europa si trova a Cracovia, città che è davvero una splendida bomboniera. La basilica di Santa Marta è bellissima, una delle chiese che più ho nel cuore.
Qui potrete comprare anche una pagnotta tipica della città e che non troverete in nessun'altra città polacca: è una specie di bretzel ma un po' diverso.
un angolino della piazza del mercato di Cracovia

E poi c'è la più grande gru in legno di età medioevale di tutta Europa, che si trova a Danzica ed è anche il simbolo della città. Io vi consiglio di visitarla anche all'interno: la visita è molto veloce ma solo dalla pancia di questo marchingegno si capisce davvero la sua maestosità e ingegnosità!
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La gru di Danzica
A Varsavia si trova il Palazzo della Scienza e della cultura, che dovrebbe essere ancora oggi l'edificio più alto di tutta la Polonia. Ha 42 piani e si può salire con un biglietto al trentesimo dove c'è una terrazza panoramica da cui godere della vista su tutta la città. E' un regalino dei russi, che donarono alla città quello che per molti decenni è stato il secondo edificio più alto d'Europa (il primo ce l'avevano loro a Mosca ed era 3 metri più alto di questo).
In realtà il regalo -per ovvi motivi storici- non è mai stato apprezzato dai polacchi e dopo la caduta del muro si è parlato spesso di raderlo al suolo, ma ormai è diventato uno dei simboli della città.
Pare che però i polacchi non lo chiamino con il nome altisonante deciso dai sovietici, ma lo avessero soprannominato "elefante in mutande di pizzo".
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Quando i sovietici vogliono farti un regalo discreto discreto e con molta simpatia

07 settembre 2017

Bretagna: la mia top 10

Questo post è "nato" tanti mesi fa quando mi sono ricordata che Silvia di Banana e cioccolato qualche anno fa era stata in Bretagna e le ho chiesto una mano per creare un itinerario sensato.
Questo post è cresciuto piano piano ogni volta che rispondeva pazientemente ad una domanda sui posti da evitare, sul cibo, sul tempo... e quando mentre ero là mi ricordava di bere il sidro bretone!
Questo post vede la luce oggi dopo qualche settimana dal mio ritorno e moltissime dal suo: è giunto il momento di confrontarci... chissà se ci saranno piaciute le stesse cose!
Da qui l'idea di scrivere due post in contemporanea per vedere se la nostra Top 10 ha dei punti in comune... curiosi? QUI trovate il suo post ... allacciate le cinture che si va: queste sono le mie 10 mete imperdibili della Bretagna.

10 posto:
SAINT MALO con il sole forse è più affascinante ma a noi sono toccati due giorni di grigiume. E' una bella città fortificata e si possono fare delle belle passeggiate sulle sue mure. Io mi aspettavo di innamorarmi di qualche bel corsaro ma non ci sono grandi riferimenti a questo aspetto della sua storia, però mi ha conquistato con i suoi "giochetti" con le maree!
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Le mura di Saint Malo
9 posto:
QUIBERON è una cittadina è un susseguirsi di negozi di souvenir e negozi di sardine. Arrivare è già di per sé simpatico perché si passa su uno strettissimo istmo per arrivare in punta alla penisola: io consiglio di  lasciare la macchina un po' fuori dal paese e approfittarne per fare una bella passeggiata guardando l'oceano. E magari con un bel sole potrete provare a fare il bagno e un bel giro sulla ruota panoramica!
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La ruota panoramica di Quiberon
8 posto:
QUIMPER è speciale perché non ha nulla di speciale: ovvero è una cittadina bretone grandina, non eccessivamente turistica e forse, tra quelle visitate, è la più vera. Ha un centro fatto di case a graticcio, di fioriere ben curate, la chiesa con accanto la sua giostrina per i bambini. Ogni paese ha la sua giostrina come nel Mondo di Amelie e in giro ne abbiamo viste anche di più belle, ma a Quimper sembrava essere lì per i veri bretoni!
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Quimper, una cittadina fiorita
7 posto:
POINTE DU RAZ è un tratto di costa a picco sul mare da cui si vede un faro in mezzo al mare ... e ti dà l'idea della forza che deve avere l'oceano quando il tempo è brutto. Il sito era affollatissimo, ma con una bella passeggiata ci si può arrampicare su qualche roccia da cui contemplare l'oceano un po' più in santa pace!
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Pointe du Raz, dove fermarsi ad osservare l'oceano

6 posto:
DINARD è una località balneare molto elegante a 10 minuti di traghetto da Saint Malo: si può fare una bella passeggiata, osservare i bagnanti in spiaggia, mangiucchiare qualche porcheria e soprattutto guardare la più famosa Saint Malo da lontano!
Dinard e Saint Malo sullo sfondo
5 posto:
LA COSTA DEL GRANITO ROSA è un tratto di spiaggia in cui la spiaggia è davvero fatta di rocce rosa, conchiglie lasciate dalla marea e  un mare molto molto invitante... solo un po' freddino!
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La costa del granito rosa è un posto dove spiaggiarsi
4 posto:
NANTES non rientra nella mia top 3 solo perché amministrativamente non è più in Bretagna. E' una città dove convivono l'antico castello della Duchessa Anna di Bretagna e le installazioni di arte moderna: è un posto dove non finisci mai di dire "ma dai!!!! che figata!"... Io a Nantes ci ritornerò con più calma!
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Nantes la città fantastica
3 posto:
Di fari in Bretagna ce ne sono tanti: il FARO DI SAINT MATHIEU ha la particolarità di sorgere  proprio a fianco delle rovine di un'antica abbazia e questo lo rende molto affascinante.
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Faro di Saint Mathieu
2 posto:
CONCARNEAU mi ha conquistato: con il suo borgo di pietra tra le mura della città vecchia, i suoi mille localini e gerani alle finestre.
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Concarneau, uno dei pochi paesi della Bretagna dove abbiamo trovato un po' di vita notturna

1 posto:
LOCRONAN è uno dei più bei borghi di Francia e si merita alla grande questo titolo: è un paesello piccolo piccolo e curatissimo in ogni dettaglio. Ovunque io mi girassi esclamavo "io me la immaginavo proprio così la Bretagna". Regalarsi qualche ora a Locronan è come regalarsi una favola e... le favole meritano di stare sempre al primo posto!
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Locronan: io volevo la favola... ed eccola qui!
E Silvia dove ci avrà portato? Io corro subito a scoprirlo!

03 settembre 2017

L'arte di collezionare mosche

Avete presente quelle persone di cui si dice “non farebbe male nemmeno ad una mosca”? Potrei sembrare io: vegetariana, ambientalista, all’apparenza carina e gentile ma in realtà campionessa mondiale di ciabattatrice di insetti e annegamento nel gabinetto.

Io ho schifo ed in alcuni casi paura degli insetti (sto minimizzando: io sono terrorizzata dagli insetti!). A volte mi chiedo come sono potuta sopravvivere in Argentina dove in casa trovavi scarafaggi grandi come un pollice di Gianni Morandi (senza contare antenne e schifosissime zampe posteriori).

Tutto questo per dirvi che “L’arte di collezionare mosche” non lo avrei mai letto se Sjoberg non fosse venuto a La grande Invasione a Ivrea e Claudia non me lo avesse prestato (QUI la sua recensione). Io all'incontro non sono poi andata, ma il libro l’ho letto lo stesso.

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Un giovane entomologo svedese ci racconta come sia nata la sua passione/ossessione per le mosche: ad essere precisi a lui non interessano le mosche in generale, ma solo i sirfidi (che per noi comuni mortali ignoranti sono mosche, ma lui spiega bene che cosa le renderebbe speciali… almeno ai suoi occhi).

E poi racconta la storia di un certo Malaise, viaggiatore ed entomologo pure lui svedese nato a fine ‘800, che ha creato una trappola particolare per acchiappare un sacco di insetti e a cui lui è eternamente grato perché con questa tecnica riesce ad arricchire la sua collezione.

Sarò sincera: dell’argomento del libro (a metà tra un romanzo e un saggio) non me ne è fregato nulla, ma Sjoberg ha un modo di scrivere curioso che, soprattutto all'inizio, mi ha divertito un sacco. Con il passare dei capitoli poi è diventato un po’ più noioso, ma il libro non mi è dispiaciuto.
 Lo consiglio a chi ama la natura e non per forza gli insetti, i viaggi fuori dalle solite rotte (la Kamcatka esiste davvero, non solo nel risiko!) e vuole scoprire un’isoletta svedese!

 Se vuoi leggere qualcosa di svedese e divertente ti consiglio “L'assassino, il prete ed il portiere” di Jonas Jonasson, anche se il suo libro migliore è  "Il centenario che saltò  dalla finestra e scomparve" ma non è molto svedese.

30 agosto 2017

Una foto al giorno in Bretagna

Come ormai di abitudine quando torno da un viaggio mi creo il post con #UnaFotoAlGiorno, come suggerito dalla simpatica iniziativa di OneTwoFrida: non il meglio o il peggio della vacanza, ma la foto più significativa della mia giornata.
E' stato un viaggio molto diverso da quelli a cui mi ero abituata negli ultimi anni: vuoi perché ero in compagnia e vuoi perché l'abbiamo fatto quasi tutto in macchina. La macchina ti permette di viaggiare più comodo: non stare tutto il giorno con lo zaino in spalla, decidere in modo più flessibile i propri orari... MA io adoro treni e bus e la possibilità di ronfare per tante ore di fila senza pensare a nulla.
La Bretagna con gli occhi dell'illustratore Le Corrè la trovate QUI, di seguito trovate invece la "mia" Bretagna <3

Giorno 1:
Josselin è una cittadina turistica con un gran bel castello ed è un ottimo biglietto da visita per entrare in contatto con la Bretagna: fioriere per strada, case a graticola, castelli... e la prima gallete (una crepe salata!).
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Il Castello di Josselin

Giorno 2:
Anche Concarneau è una cittadina molto turistica, ma ha un bellissimo centro storico raccolto tra le mura della città vecchia al porto. Il suo tramonto è indimenticabile.
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Concarneau, porto
Giorno 3:
La Bretagna merita di essere visita per i suoi fari, piccoli o grandi che siano.
Dove possibile preparatevi a fare tante scale e fare tanti Ooooh!
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Il faro di Pointe du Raz
Giorno 4:
Altra giornata dedicata ai fari e a tante emozioni: il faro di Pointe Saint Mathieu con la sua abbazia a fianco è tra i miei preferiti!
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Pointe Saint Mathieu
Giorno 5:
La costa del granito rosa, complice il sole sbucato a sorpresa, è stata una sorpresa meravigliosa per un ferragosto senza bagno ma con un bel riposino sulle rocce... che noi dormicchiamo ovunque :)
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La cote de granite rose
Giorno 6:
Dinan secondo la Lonely Planet e Silvia è una delle città più belle della Bretagna.
A me è piaciuta, ma c'era già troppo casino per i miei gusti: della Bretagna ho preferito i piccoli paesini!
Dinan, la numero 1 della Bretagna per la Lonely Planet

Giorno 7:
Anche di Saint Malo avevo sentito tanto parlare e, forse complice il super acquazzone, non mi ha entusiasmato. Credevo che nella città dei corsari ci fossero... più pirati! Invece sono stata solo colpita e affondata da una cacca di un gabbiano... grr!!
Ricorderò però sempre lo stupore di passare un lembo di terra e mezz'ora dopo ripassarlo senza scarpe perché era salita la marea!
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Saint Malo poco prima del diluvio
Giorno 8:
Rennes è la capitale della Bretagna: molto più movimento, macchine, locali diversi dalle creperie che ci hanno nutriti per una settimana... e piazze grandissime!
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Rennes, Parlamento di Bretagna
Giorno 9:
Nantes è una vera sorpresa: l'avevamo scelta inizialmente esclusivamente per la sua comodità logistica ma già leggendo informazioni sparse qua e là ci siamo resi conto che sarebbe stata una piacevole sorpresa. A Nantes si vede come l'arte può salvare dal degrado una città il cui fulcro era un porto che oggi non servirebbe più a nessuno. Io ci tornerei per vederla meglio: può bastare per fare capire quanto mi sia piaciuta?
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Nantes, installazione di arte contemporanea
Giorno 10:
I giardini di Nantes sono grandissimi, popolati da famiglie a passeggio con bambini estasiat, caprette e galline e tanta tanta simpatia... come si capisce dal loro ingresso!
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I giardini delle piante a Nantes
Che ne dite? Chi di voi è stato in Bretagna? Ci sono ancora tanti post che voglio scrivere su questo bellissimo angolino "francese" bretone!


e le altre edizioni di #unafotoalgiorno


27 agosto 2017

Piccolo paesaggio di Bretagna

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Com’è bello questo piccolo paesaggio Questi due scogli questi pochi alberi e poi l’acqua e poi il fiume com’è bello Pochissimo rumore un po’ di vento e molta acqua È un piccolo paesaggio di Bretagna può stare nel palmo della mano quando lo si guarda da lontano Ma avvicinandosi non si vede più nulla si urta contro uno scoglio o contro un albero ci facciamo male è peccato. [Jacques Prevert]

25 agosto 2017

L'amante giapponese

Isabel Allende ne L'amante giapponese racconta una storia poco nota: dopo l'attacco del Giappone a Pearl Harbor gli americani crearono dei veri e propri campi di prigionia per tutti i cittadini di origine nipponica.
Lettura su panchina
Però Isabel Allende esagera e in nemmeno 300 pagine racconta anche della Seconda Guerra Mondiale in Polonia, oltre che negli USA, dell'Aids, della pedopornografia, della vecchiaia e la perdita di autosufficienza... e mille altre sfighe a cui manca solo all'appello l'invasione delle cavallette.
La trama è abbastanza complessa ma è si può riassumere -e semplificare- così: c'è una vecchierella in una casa di riposo fricchettona dalle parti di San Francisco e un'operatrice moldava giovane e carina.
Le due diventano amiche perché sono entrambe belle strane ed entrambe hanno un segreto da nascondere. Perché Irina non vuole innamorarsi? E dove va Alma quando è in libera uscita dalla Lark House? E quelle lettere che Irina trova tra le cose di Alma di chi sono?

Io odio profondamente i libri che invece di prendere un problema e sviscerarlo, si divertono ad enumerare un numero infinito di catastrofi che ad un certo punto della lettura ti viene da dire "e che c***o non può piovere per sempre eh!".
Questo libro non fa eccezione e mi è piaciuto solo lì così. Se lo salvo è solo per merito dello stile da vera maestra dell'autrice: l'Allende alla fine non delude mai anche quando non scrive dei capolavori.
Non è manco da precisare che questa storia è lontana mille mila anni luce da quel gioiello de La casa degli spiriti. 

Se però vi interessa approfondire la questione dei cittadini statunitensi di origine giapponese che furono trattenuti nei campi di prigionia negli USA, vi consiglio assolutamente di leggere Il gusto proibito dello zenzero: racconta questo pezzo di storia quasi sconosciuto e lo fa in una maniera molto più coinvolgente!