17 settembre 2017

Señor Vivo & Coca Lord

Difficilmente leggerete il libro che sto per consigliarvi e il primo motivo è che è un libro vecchiotto: Fazi lo ha pubblicato a fine 1999, ma Loius De Bernieres l'ha scritto nel 1991 (roba dell'altro millennio!) e io stessa l'ho pescato in un cesto di libri usati in una bella libreria torteria di Torino.
Un post condiviso da paige bedard (@catmntn) in data:


Ovviamente poi dovrete anche superare la prova del libro con la copertina brutta brutta: io stessa l'ho preso da quella cesta solo perché volevo un libro latinoamericano e non avevo trovato nulla di meglio. Non avevo neanche letto che l'autore è lo stesso che ha scritto Il mandolino del Capitano Corelli e che non è sudamericano, ma è un inglese che ha vissuto per tanti anni in Colombia.


Poi non dovete avere troppa orticaria per il misticismo, la stregoneria e tutte le cose magiche:
Dioniso Vivo è un giovane professore di filosofia secolare in Colombia che scrive delle lettere su un giornale per denunciare i misfatti dei trafficanti di droga. Ovviamente quelli vogliono fargliela pagare ma lui per una serie di fortunate coincidenze riesce sempre a sfuggire ai vari attentati e quindi inizia a circolare il dubbio che Dioniso sia uno stregone... fino a che Dioniso Vivo diventa una vera e propria leggenda ed un uomo molto temuto a cui nessuno osa fare direttamente del male.

Per apprezzare questo libro è preferibile che abbiate qualche familiarità con lo spagnolo: per motivi a me incomprensibili il libro è pieno di termini lasciati in spagnolo. Questo rende la lettura un po' meno scorrevole ed una scelta di traduzione differente non sarebbe stata malvagia!

Non dovete avere lo stomaco debole: poche volte ho letto in modo così crudo il modo in cui si può infierire su un cadavere. Se poi questa lettura la fate prima dei pasti o prima di dormire e il cadavere è quello di un personaggio che amate molto non è simapaticissimo!
Non ho mai visto una puntata di Narcos ma credo che Pablo Escobando, il viscido capo della mafia colombiana nel libro, possa essere un parente stretto di Pablo Escobar... quindi azzardo che se vi piace Narcos potrebbe interessarvi questo libro.

"Küçük yaştaki bakire kızlarımız birtakım adamlar tarafından tecavüze uğrayıp hastanelik olmakta, bu zavallı masum çocukların gelecekte bir erkeğe güvenme olasılığı ortadan kaldırılmaktadır. Bu çocuklar büyüyünce nasıl insanlar olacaklar? Hiçbiri cinsel ilişkinin tadına varamayacak, çünkü acı anıları gelecek akıllarına. Bu çocuklar nasıl eşler, nasıl anneler olacaklar, ilk âdet dönemlerinin ardından bu canavarların piçlerini doğurduktan sonra? Daha on iki yaşında zührevi hastalığa yakalanan bu masumların gelecekte sağlıklı bir yaşam sürmesi mümkün mü? Her araba sesi yüreklerinde dehşet uyandırırken hangi güvenlik ve rahatlık duygusundan söz edilebilir? Kendi seçtikleri insanı sevme hakkını savunan tüm kadınlar ve kadınları seven tüm erkekler seslerini yükseltmelidir, biz de kendi kendimize bu adamların kadınlardan bu kadar nefret etmesine ne gibi bir hastalığın neden olduğunu sormalıyız." (syf/68)
Un post condiviso da Books & Life • İrem (@mybookheaven) in data:
E quindi? Quindi nonostante tutto questo a me Señor Vivo & Coca Lord è piaciuto molto perché è uno di quei libri che genera emozioni forti: mi ha fatto inorridire, mi ha fatto paura, mi ha fatto sbuffare, mi ha fatto sorridere sotto i baffi per la sottile ironia e battere forte il cuore... e venire voglia di tornare in America Latina.


13 settembre 2017

Polonia da record

Qualche giorno fa ho visto su un gruppo facebook che si parlava di posti da record e mi sono ricordata che non vi ho mai parlato dei posti da record (=i più qualcosa) che ho visitato in Polonia lo scorso anno.
La penisola di Hel, a un paio di ore da Danzica, è il posto più a Nord dove io sia mai stata... ma non è questo il tipo di record di cui vorrei parlarvi!
faro-polonia-hel
Il faro di Hel: il posto più a nord dove io sia mai stata
Il molo di Sopot è lungo 512 metri: è il più lungo molo di legno in Europa!
Per accedervi e fare una bella passeggiata si paga un biglietto di ingresso e poi, a passeggiata conclusa, si può passare le giornata in spiaggia... e stupirsi di cosa portino in spiaggia i polacchi!
sopot-polonia
La città di Sopot è lontana più di 500 metri dalla punta del suo molo!
Il castello di Malbork è davvero spettacolare, ma occhio a non fare la cavolata che ho pensato io: "Se è un castello ci vado da Danzica un giorno che fa brutto così non mi brucio una giornata di sole". Il castello è il più grande (e forse unico) castello interamente in mattoni di tutta Europa: è così grande che la maggior parte della visita si fa in spazi esterni e se avesse piovuto sarebbe stato un vero peccato. Il castello è visitatissimo e vi consiglio di prenotare la visita in anticipo, se no potreste conquistare un altro record: quello della coda più lunga di tutta la vostra vacanza per accedere alla biglietteria.
Se ci arrivate in treno mettetevi sul lato sinistro: lo vedrete in tutta la sua grandezza già dal finestrino!
Il castello di Malbork è stato bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale ma i polacchi lo hanno rimesso a nuovo
La piazza medioevale più grande di Europa si trova a Cracovia, città che è davvero una splendida bomboniera. La basilica di Santa Marta è bellissima, una delle chiese che più ho nel cuore.
Qui potrete comprare anche una pagnotta tipica della città e che non troverete in nessun'altra città polacca: è una specie di bretzel ma un po' diverso.
un angolino della piazza del mercato di Cracovia

E poi c'è la più grande gru in legno di età medioevale di tutta Europa, che si trova a Danzica ed è anche il simbolo della città. Io vi consiglio di visitarla anche all'interno: la visita è molto veloce ma solo dalla pancia di questo marchingegno si capisce davvero la sua maestosità e ingegnosità!
gru-polonia
La gru di Danzica
A Varsavia si trova il Palazzo della Scienza e della cultura, che dovrebbe essere ancora oggi l'edificio più alto di tutta la Polonia. Ha 42 piani e si può salire con un biglietto al trentesimo dove c'è una terrazza panoramica da cui godere della vista su tutta la città. E' un regalino dei russi, che donarono alla città quello che per molti decenni è stato il secondo edificio più alto d'Europa (il primo ce l'avevano loro a Mosca ed era 3 metri più alto di questo).
In realtà il regalo -per ovvi motivi storici- non è mai stato apprezzato dai polacchi e dopo la caduta del muro si è parlato spesso di raderlo al suolo, ma ormai è diventato uno dei simboli della città.
Pare che però i polacchi non lo chiamino con il nome altisonante deciso dai sovietici, ma lo avessero soprannominato "elefante in mutande di pizzo".
varsavia-grattacieli
Quando i sovietici vogliono farti un regalo discreto discreto e con molta simpatia

07 settembre 2017

Bretagna: la mia top 10

Questo post è "nato" tanti mesi fa quando mi sono ricordata che Silvia di Banana e cioccolato qualche anno fa era stata in Bretagna e le ho chiesto una mano per creare un itinerario sensato.
Questo post è cresciuto piano piano ogni volta che rispondeva pazientemente ad una domanda sui posti da evitare, sul cibo, sul tempo... e quando mentre ero là mi ricordava di bere il sidro bretone!
Questo post vede la luce oggi dopo qualche settimana dal mio ritorno e moltissime dal suo: è giunto il momento di confrontarci... chissà se ci saranno piaciute le stesse cose!
Da qui l'idea di scrivere due post in contemporanea per vedere se la nostra Top 10 ha dei punti in comune... curiosi? QUI trovate il suo post ... allacciate le cinture che si va: queste sono le mie 10 mete imperdibili della Bretagna.

10 posto:
SAINT MALO con il sole forse è più affascinante ma a noi sono toccati due giorni di grigiume. E' una bella città fortificata e si possono fare delle belle passeggiate sulle sue mure. Io mi aspettavo di innamorarmi di qualche bel corsaro ma non ci sono grandi riferimenti a questo aspetto della sua storia, però mi ha conquistato con i suoi "giochetti" con le maree!
saint-malo-brutto-tempo
Le mura di Saint Malo
9 posto:
QUIBERON è una cittadina è un susseguirsi di negozi di souvenir e negozi di sardine. Arrivare è già di per sé simpatico perché si passa su uno strettissimo istmo per arrivare in punta alla penisola: io consiglio di  lasciare la macchina un po' fuori dal paese e approfittarne per fare una bella passeggiata guardando l'oceano. E magari con un bel sole potrete provare a fare il bagno e un bel giro sulla ruota panoramica!
quiberon-oceano
La ruota panoramica di Quiberon
8 posto:
QUIMPER è speciale perché non ha nulla di speciale: ovvero è una cittadina bretone grandina, non eccessivamente turistica e forse, tra quelle visitate, è la più vera. Ha un centro fatto di case a graticcio, di fioriere ben curate, la chiesa con accanto la sua giostrina per i bambini. Ogni paese ha la sua giostrina come nel Mondo di Amelie e in giro ne abbiamo viste anche di più belle, ma a Quimper sembrava essere lì per i veri bretoni!
quimper-france
Quimper, una cittadina fiorita
7 posto:
POINTE DU RAZ è un tratto di costa a picco sul mare da cui si vede un faro in mezzo al mare ... e ti dà l'idea della forza che deve avere l'oceano quando il tempo è brutto. Il sito era affollatissimo, ma con una bella passeggiata ci si può arrampicare su qualche roccia da cui contemplare l'oceano un po' più in santa pace!
pointe-du-raz-breton
Pointe du Raz, dove fermarsi ad osservare l'oceano

6 posto:
DINARD è una località balneare molto elegante a 10 minuti di traghetto da Saint Malo: si può fare una bella passeggiata, osservare i bagnanti in spiaggia, mangiucchiare qualche porcheria e soprattutto guardare la più famosa Saint Malo da lontano!
Dinard e Saint Malo sullo sfondo
5 posto:
LA COSTA DEL GRANITO ROSA è un tratto di spiaggia in cui la spiaggia è davvero fatta di rocce rosa, conchiglie lasciate dalla marea e  un mare molto molto invitante... solo un po' freddino!
bretagna.-mare-francia
La costa del granito rosa è un posto dove spiaggiarsi
4 posto:
NANTES non rientra nella mia top 3 solo perché amministrativamente non è più in Bretagna. E' una città dove convivono l'antico castello della Duchessa Anna di Bretagna e le installazioni di arte moderna: è un posto dove non finisci mai di dire "ma dai!!!! che figata!"... Io a Nantes ci ritornerò con più calma!
nantes-palme-bianche
Nantes la città fantastica
3 posto:
Di fari in Bretagna ce ne sono tanti: il FARO DI SAINT MATHIEU ha la particolarità di sorgere  proprio a fianco delle rovine di un'antica abbazia e questo lo rende molto affascinante.
faro-di-san-matteo-bretagna
Faro di Saint Mathieu
2 posto:
CONCARNEAU mi ha conquistato: con il suo borgo di pietra tra le mura della città vecchia, i suoi mille localini e gerani alle finestre.
concarneau-francia
Concarneau, uno dei pochi paesi della Bretagna dove abbiamo trovato un po' di vita notturna

1 posto:
LOCRONAN è uno dei più bei borghi di Francia e si merita alla grande questo titolo: è un paesello piccolo piccolo e curatissimo in ogni dettaglio. Ovunque io mi girassi esclamavo "io me la immaginavo proprio così la Bretagna". Regalarsi qualche ora a Locronan è come regalarsi una favola e... le favole meritano di stare sempre al primo posto!
locronan-paese-pietra
Locronan: io volevo la favola... ed eccola qui!
E Silvia dove ci avrà portato? Io corro subito a scoprirlo!

03 settembre 2017

L'arte di collezionare mosche

Avete presente quelle persone di cui si dice “non farebbe male nemmeno ad una mosca”? Potrei sembrare io: vegetariana, ambientalista, all’apparenza carina e gentile ma in realtà campionessa mondiale di ciabattatrice di insetti e annegamento nel gabinetto.

Io ho schifo ed in alcuni casi paura degli insetti (sto minimizzando: io sono terrorizzata dagli insetti!). A volte mi chiedo come sono potuta sopravvivere in Argentina dove in casa trovavi scarafaggi grandi come un pollice di Gianni Morandi (senza contare antenne e schifosissime zampe posteriori).

Tutto questo per dirvi che “L’arte di collezionare mosche” non lo avrei mai letto se Sjoberg non fosse venuto a La grande Invasione a Ivrea e Claudia non me lo avesse prestato (QUI la sua recensione). Io all'incontro non sono poi andata, ma il libro l’ho letto lo stesso.

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Un giovane entomologo svedese ci racconta come sia nata la sua passione/ossessione per le mosche: ad essere precisi a lui non interessano le mosche in generale, ma solo i sirfidi (che per noi comuni mortali ignoranti sono mosche, ma lui spiega bene che cosa le renderebbe speciali… almeno ai suoi occhi).

E poi racconta la storia di un certo Malaise, viaggiatore ed entomologo pure lui svedese nato a fine ‘800, che ha creato una trappola particolare per acchiappare un sacco di insetti e a cui lui è eternamente grato perché con questa tecnica riesce ad arricchire la sua collezione.

Sarò sincera: dell’argomento del libro (a metà tra un romanzo e un saggio) non me ne è fregato nulla, ma Sjoberg ha un modo di scrivere curioso che, soprattutto all'inizio, mi ha divertito un sacco. Con il passare dei capitoli poi è diventato un po’ più noioso, ma il libro non mi è dispiaciuto.
 Lo consiglio a chi ama la natura e non per forza gli insetti, i viaggi fuori dalle solite rotte (la Kamcatka esiste davvero, non solo nel risiko!) e vuole scoprire un’isoletta svedese!

 Se vuoi leggere qualcosa di svedese e divertente ti consiglio “L'assassino, il prete ed il portiere” di Jonas Jonasson, anche se il suo libro migliore è  "Il centenario che saltò  dalla finestra e scomparve" ma non è molto svedese.

30 agosto 2017

Una foto al giorno in Bretagna

Come ormai di abitudine quando torno da un viaggio mi creo il post con #UnaFotoAlGiorno, come suggerito dalla simpatica iniziativa di OneTwoFrida: non il meglio o il peggio della vacanza, ma la foto più significativa della mia giornata.
E' stato un viaggio molto diverso da quelli a cui mi ero abituata negli ultimi anni: vuoi perché ero in compagnia e vuoi perché l'abbiamo fatto quasi tutto in macchina. La macchina ti permette di viaggiare più comodo: non stare tutto il giorno con lo zaino in spalla, decidere in modo più flessibile i propri orari... MA io adoro treni e bus e la possibilità di ronfare per tante ore di fila senza pensare a nulla.
La Bretagna con gli occhi dell'illustratore Le Corrè la trovate QUI, di seguito trovate invece la "mia" Bretagna <3

Giorno 1:
Josselin è una cittadina turistica con un gran bel castello ed è un ottimo biglietto da visita per entrare in contatto con la Bretagna: fioriere per strada, case a graticola, castelli... e la prima gallete (una crepe salata!).
bretagna-josselin
Il Castello di Josselin

Giorno 2:
Anche Concarneau è una cittadina molto turistica, ma ha un bellissimo centro storico raccolto tra le mura della città vecchia al porto. Il suo tramonto è indimenticabile.
bretagna-concarneau
Concarneau, porto
Giorno 3:
La Bretagna merita di essere visita per i suoi fari, piccoli o grandi che siano.
Dove possibile preparatevi a fare tante scale e fare tanti Ooooh!
pointe-du-raz-bretagna
Il faro di Pointe du Raz
Giorno 4:
Altra giornata dedicata ai fari e a tante emozioni: il faro di Pointe Saint Mathieu con la sua abbazia a fianco è tra i miei preferiti!
pointe-st-mathieu-francia
Pointe Saint Mathieu
Giorno 5:
La costa del granito rosa, complice il sole sbucato a sorpresa, è stata una sorpresa meravigliosa per un ferragosto senza bagno ma con un bel riposino sulle rocce... che noi dormicchiamo ovunque :)
agapanto-bretagna
La cote de granite rose
Giorno 6:
Dinan secondo la Lonely Planet e Silvia è una delle città più belle della Bretagna.
A me è piaciuta, ma c'era già troppo casino per i miei gusti: della Bretagna ho preferito i piccoli paesini!
Dinan, la numero 1 della Bretagna per la Lonely Planet

Giorno 7:
Anche di Saint Malo avevo sentito tanto parlare e, forse complice il super acquazzone, non mi ha entusiasmato. Credevo che nella città dei corsari ci fossero... più pirati! Invece sono stata solo colpita e affondata da una cacca di un gabbiano... grr!!
Ricorderò però sempre lo stupore di passare un lembo di terra e mezz'ora dopo ripassarlo senza scarpe perché era salita la marea!
saint-malo-pioggia
Saint Malo poco prima del diluvio
Giorno 8:
Rennes è la capitale della Bretagna: molto più movimento, macchine, locali diversi dalle creperie che ci hanno nutriti per una settimana... e piazze grandissime!
rennes-francia
Rennes, Parlamento di Bretagna
Giorno 9:
Nantes è una vera sorpresa: l'avevamo scelta inizialmente esclusivamente per la sua comodità logistica ma già leggendo informazioni sparse qua e là ci siamo resi conto che sarebbe stata una piacevole sorpresa. A Nantes si vede come l'arte può salvare dal degrado una città il cui fulcro era un porto che oggi non servirebbe più a nessuno. Io ci tornerei per vederla meglio: può bastare per fare capire quanto mi sia piaciuta?
ruspe-palma-nantes
Nantes, installazione di arte contemporanea
Giorno 10:
I giardini di Nantes sono grandissimi, popolati da famiglie a passeggio con bambini estasiat, caprette e galline e tanta tanta simpatia... come si capisce dal loro ingresso!
ingresso-parco-nantes
I giardini delle piante a Nantes
Che ne dite? Chi di voi è stato in Bretagna? Ci sono ancora tanti post che voglio scrivere su questo bellissimo angolino "francese" bretone!


e le altre edizioni di #unafotoalgiorno


27 agosto 2017

Piccolo paesaggio di Bretagna

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Com’è bello questo piccolo paesaggio Questi due scogli questi pochi alberi e poi l’acqua e poi il fiume com’è bello Pochissimo rumore un po’ di vento e molta acqua È un piccolo paesaggio di Bretagna può stare nel palmo della mano quando lo si guarda da lontano Ma avvicinandosi non si vede più nulla si urta contro uno scoglio o contro un albero ci facciamo male è peccato. [Jacques Prevert]

25 agosto 2017

L'amante giapponese

Isabel Allende ne L'amante giapponese racconta una storia poco nota: dopo l'attacco del Giappone a Pearl Harbor gli americani crearono dei veri e propri campi di prigionia per tutti i cittadini di origine nipponica.
Lettura su panchina
Però Isabel Allende esagera e in nemmeno 300 pagine racconta anche della Seconda Guerra Mondiale in Polonia, oltre che negli USA, dell'Aids, della pedopornografia, della vecchiaia e la perdita di autosufficienza... e mille altre sfighe a cui manca solo all'appello l'invasione delle cavallette.
La trama è abbastanza complessa ma è si può riassumere -e semplificare- così: c'è una vecchierella in una casa di riposo fricchettona dalle parti di San Francisco e un'operatrice moldava giovane e carina.
Le due diventano amiche perché sono entrambe belle strane ed entrambe hanno un segreto da nascondere. Perché Irina non vuole innamorarsi? E dove va Alma quando è in libera uscita dalla Lark House? E quelle lettere che Irina trova tra le cose di Alma di chi sono?

Io odio profondamente i libri che invece di prendere un problema e sviscerarlo, si divertono ad enumerare un numero infinito di catastrofi che ad un certo punto della lettura ti viene da dire "e che c***o non può piovere per sempre eh!".
Questo libro non fa eccezione e mi è piaciuto solo lì così. Se lo salvo è solo per merito dello stile da vera maestra dell'autrice: l'Allende alla fine non delude mai anche quando non scrive dei capolavori.
Non è manco da precisare che questa storia è lontana mille mila anni luce da quel gioiello de La casa degli spiriti. 

Se però vi interessa approfondire la questione dei cittadini statunitensi di origine giapponese che furono trattenuti nei campi di prigionia negli USA, vi consiglio assolutamente di leggere Il gusto proibito dello zenzero: racconta questo pezzo di storia quasi sconosciuto e lo fa in una maniera molto più coinvolgente!

21 agosto 2017

et voilà... sono di nuovo qua!

Eccomi di ritorno da 10 giorni in Francia, in Bretagna.
Siccome faccio fatica a scaricare le mie foto della vacanza, vi racconterò qualcosa della Bretagna con le simpaticissime immagini di Le Corrè, un disegnatore di cartoline bretoni.
Queste informazioni mi sarebbero state utili quando organizzavo il mio viaggio e spero servano a chi vorrà andare a visitare la Bretagna!

Per iniziare: la Bretagna è quella regione che si trova nell'angolino in alto a sinistra della Francia (tecnicamente Nord-ovest).

Come si arriva in Bretagna?
Dall'Italia si può raggiungere la Bretagna con un volo/treno fino a Parigi e poi affittare una macchina per iniziare il proprio tour.
Noi invece abbiamo preferito volare su Nantes da Malpensa. Nantes non è tecnicamente in Bretagna dal punto di vista amministrativo, ma è comodissima per organizzare un tour circolare e visitare tutta la Bretagna. Un grazie particolare lo voglio rivolgere a Silvia di Banana e cioccolato che ci ha passato tantissime informazioni utili e ci ha permesso di organizzare un viaggio bellissimo.
...cosa che a noi fortunatamente non è capitata!
Se non so il francese... sopravviverò in Bretagna?
Dopo essere sopravvissuta in Polonia con il mio inglese ho decisamente rivisto il peso che davo alla conoscenza dell'inglese per fare un viaggio...
Il mio francese comprende circa 10 parole, comprese  je t'aime e voulez vous coucher avec moi, e siamo stati felicemente sorpresi di scoprire che i francesi non sono così altezzosi come li dipingono (=fare finta di non capirti!). Abbiamo trovato tutte persone molto disponibili, anche se abbiamo notato che pure chi capisce bene l'inglese tende a rispondere in francese.
In molti dei posti che abbiamo visitato però la cartellonistica era solo in francese... e bretone!
A quanto pare i bretoni ci tengono molto alla loro lingua e ci tengono a mettere tutte le indicazioni nelle due lingue.
l'onnipresente bandiera bretone

Com'è il tempo in Bretagna?
Credo di essere stata particolarmente fortunata perché abbiamo trovato mediamente bel tempo, a parte un giorno che abbiamo preso un temporalone estivo di soli 20 minuti ma di quelli che ti inzuppano fino alle mutande.

Siamo vicino all'Oceano quindi il clima è umido e c'è un sacco di vento.
Come mi vesto in Bretagna?
A caso. O per meglio dire: il tempo cambia così tante volte nel corso del giorno che comunque vi vestiate ci sarà un momento nell'arco della giornate in cui sarete le persone giuste con il vestito giusto.
Ci sono però due cose che non possono mancare nella vostra valigia: un k-way e un paio di scarpe in cui non passi l'acqua! I tipici stivali di gomma bretoni potete anche lasciarli a casa a meno che decidiate di sfidare l'alta marea con una certa costanza!

Che si mangia in Bretagna?
Ci scriverò un post sul cibo in Bretagna, ma il minimo comune denominatore sarà sempre e solo il burro. I Bretoni lo spalmano su qualsiasi cosa e mi ha fatto sorridere vedere che nei negozi di souvenir oltre agli intramontabili piatti-tazzine-bicchierini per gli amari- ci fossero anche un sacco di contenitori per il burro di ogni dimensione!

Ma la cosa più importante da sapere è che la Bretagna non delude assolutamente chi è alla ricerca di tanta natura, non ha paura di macinare tanti km in macchina e soprattutto non è alla ricerca di vita mondana!


07 agosto 2017

un mese di... lavoro!

Prima di partire, a giugno, avrei voluto scrivere un post per salutarci, per spiegare che il blog sarebbe rimasto inattivo per un po' ma ero così incasinata che non ce l'ho proprio fatta.
Se seguite la pagina facebook del blog sapete già tutto... se no vi racconto a posteriori dove sono stata!
dolomiti-forni-di-sopra

Per 5 settimane mi sono trasferita per lavoro a Forni di Sopra, un paesino di poche anime ma molti gerani, sulle Dolomiti friulane. E questo è quello che ogni mattina vedevo dal mio balcone quando mi alzavo per andare al lavoro e c'era il sole.
montagna-piove
Anche se quando pioveva o faceva brutto non era proprio lo stesso spettacolo.

E' stato un mese strano perché, sempre per lavoro, mi sono trovata a trascorrere meno di 24 ore a Roma e meno di 20 ore in Calabria.
Sono state poche ore ma intense: io di Roma ogni volta che ci metto piede me ne innamoro e da quando ho scoperto la pasta cacio e pepe credo che sia proprio la mia città preferita, quella dove non mi stufo di tornare.
roma-colosseo
 In Calabria invece ho guardato il mare, chiacchierato sulla spiaggia con un vecchio amico e cenato con la brezza tra i capelli.
santa-caterina-dello-ionio


Nel tempo libero ho fatto qualche passeggiata...
Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:


Ho letto vicino ai laghetti con le mie amiche papere...
forni-di-sopra-montagna

Ho fatto colazioni in una pasticceria buonissima, da Myriam...

Ho mangiato il piatto tipico della Carnia: il frico, che è una specie di frittata con molto formaggio fuso e qualche patata. Una roba ottima, magari da preferirsi quando non ci sono 30 gradi!

frico-angelo-forni-di-sopra

E ora?
carnia-forni-di-sopra

Ciao montagna! Ora mi merito un po' di vacanza: con il blog ci si risente a fine mese e io me ne vado in ferie in Francia a guardare oceano e scogliere... e mangiare galettes!
(qualche aggiornamento lo vedrete sulla pagina facebook e sul profilo instagram!)

14 giugno 2017

Crocevia

Non avevo mai letto nulla di peruviano e/o sulla storia recente del Perù: iniziare con un libro di Mario Vargas Llosa, che è un premio Nobel mica un quaraquaqua qualunque, è stata un'ottima idea.

Crocevia è il suo ultimo libro e, dalle altre recensioni che ho letto, non deve essere il suo più grande capolavoro: a me per iniziare è sembrato un ottimo modo... poi mi riprometto di leggere altri suoi libri per avere un'idea più completa (si accettano suggerimenti).

Crocevia è ambientato a fine anni '90 quando la dittatura di Fujimori iniziava a perdere i pezzi e i ricconi di Lima temevano il terrorismo di Sendero Luminoso, un gruppo paramilitare di stampo maoista.
E' un thriller (chi lo avrebbe mai detto che avrei iniziato ad apprezzare i gialli?!) molto politico e con un bell'accento erotico.

Il romanzo infatti inizia con Marisa e Chabela, due donne molto amiche e molto facoltose, che sono "costrette" a dormire insieme perché una rimane bloccata a casa dell'altra durante il coprifuoco che vigeva a Lima in quegli anni e in quel lettone avranno il loro primo rapporto omosessuale.

Poco tempo dopo il marito di Marisa, Enrique, un ingegnere ricco sfondato e stimato, viene coinvolto in uno scandalo: una rivista pubblica le foto di qualche anno prima mentre è coinvolto in un'orgia. Ovviamente la cosa crea grande dolore alla sua famiglia, scandalo tra i suoi conoscenti e una curiosità morbosa della pubblica opinione di tutto il Perù.
Questa è una grande denuncia di Vargas Llosa sull'uso politico del gossip o, per dirla con un'espressione che purtroppo anche noi italiani conosciamo bene, "la macchina del fango": usare fatti privati per screditare pubblicamente una persona è cosa comune.

Peccato che l'editore della rivista scandalistica venga trovato morto in una delle periferie di Lima, Cinco Esquinas, e chi può essere il primo grande indiziato di essere il mandante dell'omicidio? Enrique, che viene difeso dall'integerrimo avvocato marito di Chabela! E' chiaro che non può essere stato questo sfigatissimo ingegnere, ma quindi chi ha davvero ordinato di uccidere brutalmente quella iena affamata di fama e denaro? E perché? A chi aveva pestato i piedi?

Crocevia di Mario Vargas LLosa mi è piaciuto perché ti fa scorrazzare per tutta Lima, dai quartieri dove le ville hanno la sauna privata alle peggiori favelas dove la gente non osa entrare al calar della notte.

E' un romanzo pruriginoso, con tutti i suoi pro e i suoi contro: indubbiamente rende più fluida la lettura ma dall'altra potrebbe indisporre qualcuno. Sappiatelo! 
 

09 giugno 2017

Doppio fondo

Doppio fondo è uno di quei libri che mi è piaciuto tanto ma così tanto che faccio fatica a parlarne perché mi pare sempre che qualsiasi recensione non gli renda davvero giustizia.

Sapevo di andare abbastanza sul sicuro con questa lettura perché qualche anno fa avevo già letto I vent'anni di Luz della stessa autrice, Elsa Osorio, e ne ero rimasta folgorata.
Elsa Osorio e Luis Sepulveda al Salone del Libro di Torino 2017

Sono andata appositamente al Salone del Libro per sentire la presentazione di questo libro e sono tornata a casa soddisfatta con il mio libro autografato dall'autrice e da Luis Speulveda, che era presente all'incontro, e due pagine fitte fitte di appunti.
Libro autografato <3 e tanti appunti in italo-spagnolo


La mattina dopo avevo già iniziato a leggerlo e finché non l'ho finito non sono riuscita a staccarmi un attimo da questo libro: per intenderci mi capitava di svegliarmi pure prima del previsto il sabato e la domenica mattina per capire chi come e perché fosse stata uccisa Juana. E' un libro magnetico da cui è impossibile staccarsi.
Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Questo libro è un giallo ambientato tra la Buenos Aires buia degli anni della dittatura e un piccolo paesino a sud della Bretagna, dove viene rivenuto il cadavere di una donna annegata, forse suicida o forse ammazzata.
Da subito si capisce che la dottoressa Le Boullec non è chi ha sempre detto di essere e il fatto che sia argentina e sia morta annegata, come tanti desaparecidos, attira l'attenzione di una giovane giornalista di cronaca locale, Muriel. Muriel mette su una sua squadra di investigatori molto atipica composta da tre bretoni che non sanno nulla della storia argentina: lei che è una giornalista sconosciuta, uno studente di storia fuori corso che è innamorato nemmeno troppo segretamente di lei e l'anziana vicina della dottoressa, che ha trascorso tutta la sua vita nel suo paesello a guardare l'oceano.
Insieme però scopriranno le mille identità di quella povera donna, che era anche una mamma, la sua triste storia e arriveranno a capire chi ha messo fine in modo così diabolico alla sua esistenza.

Doppio fondo è un giallo molto storico perché si ripercorrono quelli che sono stati gli anni della dittatura argentina e il modus operandi dell'ESMA, dove sono stati torturati tanti ragazzi a cavallo tra la fine degli anni '70 e '80. [QUI la mia visita all'ESMA di Buenos Aires che oggi è diventato un museo].
Rispetto ad altri libri in cui si parla di desaparecidos qui se ne parla in modo molto diverso: si parla di chi non è morto in uno dei tanti voli della morte ma è riuscito a sopravvivere (interessante la riflessione sul tema del tradimento!) e, la cosa che più mi ha interessato, si denunciano i legami tra la dittatura e la politica europea.
Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

In I vent'anni di Luz il tema principale era la ricerca dell'identità, in Doppio fondo la Osorio ragiona su che cos'è la memoria e la sua funzione di denuncia. Una denuncia che non è fine a se stessa, ma volta a ristabilire la verità nel presente perché chi ieri era un torturatore in Argentina dieci anni dopo era uno degli uomini più ricchi del paese. Oggi si tende ad andare verso una politica della riconciliazione che vuole perdonare le colpe personali di chi ha commesso quei delitti contro l'umanità e nel frattempo è diventato ricchissimo sulla pelle di un popolo intero.

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Questo libro è imperdibile per chi ama l'Argentina e la sua storia, cerca un libro giallo con una trama complessa (ma in cui si capisce fin da subito chi è l'assassino) e protagoniste dal carattere forte e complesso.

Doppio fondo ha una stile scorrevole e veloce, una storia coinvolgente ma non è assolutamente un libro facile: necessita di molta concentrazione per stare dietro ai salti temporali, alla storia narrata dalla giornalista e a quella raccontata dalla lettera che Juana scrive al figlio, per non parlare della difficoltà ad identificare i personaggi quando vengono usati nomi di battaglia e doppie identità.
Ma non fatevi spaventare, cercate il momento giusto e leggetelo... non rimarrete delusi!!!

03 giugno 2017

La verità, vi spiego, sull'amore


La verità, vi spiego, sull'amore è un film con Ambra tratto dall'omonimo romanzo di Enrica Tesio.
Il libro -premessa- non l'ho letto, ma lei la conosco perché è una blogger molto simpatica: se devo scegliere un solo pezzo per me è imperdibile come spiega la sindrome premestruale!

Enrica, una vera torinese, racconta la sua storia vera: con una bimba di qualche mese e un bimbo poco più grande il suo compagno l'ha mollata. Nel suo libro -e poi nel film- lei racconta come è stato difficile elaborare la fine dell'amore e diventare una mamma single.

Questo film è simpatico e divertente, ha un buon ritmo e ha parecchie gag simpatiche.
MA non mi ha davvero convinta.

Secondo me è un bellissimo film... da vedere su canale 5! Nulla di più, però!

28 maggio 2017

Orecchie

-Vieni al cinema oggi pomeriggio?
-Oggi pomeriggio con il sole?
-A vedere cosa?
-Orecchie.
-Orecchie?!?!????!
-Una commedia italiana.

Solo quando sono stata seduta sulla poltroncina di un cinema semivuoto mi è stato detto "ops mi ero scordato di dirti che è in bianco e nero? shh che inizia!"



La storia è quella di una giornata di infernale di un ragazzo romano, un supplente di filosofia, che si sveglia con uno strano fischio alle orecchie e con la triste notizia che è morto il suo amico Luigi, ma lui non ha idea di chi sia questo Luigi.

Questo film è geniale per il cast: c'è un Rocco Papaleo che fa il prete svinazzato che fa morire dal ridere e il protagonista ha una mimica facciale che parla da sola.
La scelta delle musiche che accompagna ogni passaggio/disavventura di sto poverello è altrettanto geniale e perfetta.
Le inquadrature sono studiate nei minimi dettagli e ci sono delle fotografie di Roma che già da sole meriterebbero un applauso.
Ma soprattutto questo film fa ridere. Di quelle risate grosse che non si riescono a trattenere, quasi con le lacrime agli occhi: esilarante!
E poi ha una morale, chiara e pure semplice, di quelle che non lasciano dubbi.

Per cui quando si esce dal film si può chiacchierare tranquillamente di quanto facesse ridere il medico che dichiara che è rimasto incinto ma anche sul senso della vita e l'incapacità di prendere decisioni importanti.

Orecchie è uno di quei film che probabilmente vedranno in molti pochi ed è un gran peccato!

24 maggio 2017

Cuore delicato lavare a mano

Quando arriva il pacco del corriere!
Simona Morani è l'autrice di Quasi arzilli ed è tornata con un secondo romanzo dal titolo lungo e tenero e con una copertina carinissima: Cuore delicato lavare a mano.

Prima di parlarvi che cosa combina la signora Rina in quel di Modena, voglio ringraziare Simona che per non è solo una giovane talentuosa scrittrice, ma soprattutto una cara blogger che mi aveva "conquistato" con un racconto che ruotava intorno ad un rossetto.
Grazie Simona, leggere il tuo libro in anteprima mi ha permesso di tirarmela un po' XD ma soprattutto di "vivere" a distanza tutta l'emozione per l'uscita di questo nuovo lavoro!
Il secondo libro  è sempre il più difficile [semicit.] ma tu te la sei cavata benissimo!

La Rina è una donna sulla sessantina, vedova, che gestisce con grande passione la sua piccola lavanderia a gettoni - stireria nel cuore di Modena.
Proprio qui incontra Donato, un ragazzo che potrebbe avere l'età di suo figlio, e che le fa sfarfallare il cuore dopo tanto tempo.
Si sa però che i sentimenti vanno maneggiati con cura, proprio come i capi delicati di cui Rina si occupa da una vita. L'unico problema è che le persone che ha accanto e che dicono di volerle bene non sono così sensibili nei suoi confronti!

Simona racconta una vicenda che in realtà non è poi così inusuale, ma di cui ancora ci si stupisce: una donna grande che si innamora di un ragazzo molto più giovane. Se Modena fosse stata Parigi la nostra Rina poteva concorrere per essere la premiere dame.
La penna di Simona non si perde in inutili fronzoli ma riesce a restare sempre molto rispettosa nel trattare le emozioni dei suoi personaggi.

Questo libro è perfetto da leggere in un fine settimana al sole (è sottile e fresco e si fa leggere velocemente) ed è un ottimo regalo per un'amica  che dopo una delusione deve rimboccarsi le maniche perché, come insegna la Rina, non è mai troppo tardi per far pace con se stessi!