30 agosto 2017

Una foto al giorno in Bretagna

Come ormai di abitudine quando torno da un viaggio mi creo il post con #UnaFotoAlGiorno, come suggerito dalla simpatica iniziativa di OneTwoFrida: non il meglio o il peggio della vacanza, ma la foto più significativa della mia giornata.
E' stato un viaggio molto diverso da quelli a cui mi ero abituata negli ultimi anni: vuoi perché ero in compagnia e vuoi perché l'abbiamo fatto quasi tutto in macchina. La macchina ti permette di viaggiare più comodo: non stare tutto il giorno con lo zaino in spalla, decidere in modo più flessibile i propri orari... MA io adoro treni e bus e la possibilità di ronfare per tante ore di fila senza pensare a nulla.
La Bretagna con gli occhi dell'illustratore Le Corrè la trovate QUI, di seguito trovate invece la "mia" Bretagna <3

Giorno 1:
Josselin è una cittadina turistica con un gran bel castello ed è un ottimo biglietto da visita per entrare in contatto con la Bretagna: fioriere per strada, case a graticola, castelli... e la prima gallete (una crepe salata!).
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Il Castello di Josselin

Giorno 2:
Anche Concarneau è una cittadina molto turistica, ma ha un bellissimo centro storico raccolto tra le mura della città vecchia al porto. Il suo tramonto è indimenticabile.
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Concarneau, porto
Giorno 3:
La Bretagna merita di essere visita per i suoi fari, piccoli o grandi che siano.
Dove possibile preparatevi a fare tante scale e fare tanti Ooooh!
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Il faro di Pointe du Raz
Giorno 4:
Altra giornata dedicata ai fari e a tante emozioni: il faro di Pointe Saint Mathieu con la sua abbazia a fianco è tra i miei preferiti!
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Pointe Saint Mathieu
Giorno 5:
La costa del granito rosa, complice il sole sbucato a sorpresa, è stata una sorpresa meravigliosa per un ferragosto senza bagno ma con un bel riposino sulle rocce... che noi dormicchiamo ovunque :)
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La cote de granite rose
Giorno 6:
Dinan secondo la Lonely Planet e Silvia è una delle città più belle della Bretagna.
A me è piaciuta, ma c'era già troppo casino per i miei gusti: della Bretagna ho preferito i piccoli paesini!
Dinan, la numero 1 della Bretagna per la Lonely Planet

Giorno 7:
Anche di Saint Malo avevo sentito tanto parlare e, forse complice il super acquazzone, non mi ha entusiasmato. Credevo che nella città dei corsari ci fossero... più pirati! Invece sono stata solo colpita e affondata da una cacca di un gabbiano... grr!!
Ricorderò però sempre lo stupore di passare un lembo di terra e mezz'ora dopo ripassarlo senza scarpe perché era salita la marea!
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Saint Malo poco prima del diluvio
Giorno 8:
Rennes è la capitale della Bretagna: molto più movimento, macchine, locali diversi dalle creperie che ci hanno nutriti per una settimana... e piazze grandissime!
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Rennes, Parlamento di Bretagna
Giorno 9:
Nantes è una vera sorpresa: l'avevamo scelta inizialmente esclusivamente per la sua comodità logistica ma già leggendo informazioni sparse qua e là ci siamo resi conto che sarebbe stata una piacevole sorpresa. A Nantes si vede come l'arte può salvare dal degrado una città il cui fulcro era un porto che oggi non servirebbe più a nessuno. Io ci tornerei per vederla meglio: può bastare per fare capire quanto mi sia piaciuta?
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Nantes, installazione di arte contemporanea
Giorno 10:
I giardini di Nantes sono grandissimi, popolati da famiglie a passeggio con bambini estasiat, caprette e galline e tanta tanta simpatia... come si capisce dal loro ingresso!
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I giardini delle piante a Nantes
Che ne dite? Chi di voi è stato in Bretagna? Ci sono ancora tanti post che voglio scrivere su questo bellissimo angolino "francese" bretone!


e le altre edizioni di #unafotoalgiorno


27 agosto 2017

Piccolo paesaggio di Bretagna

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Com’è bello questo piccolo paesaggio Questi due scogli questi pochi alberi e poi l’acqua e poi il fiume com’è bello Pochissimo rumore un po’ di vento e molta acqua È un piccolo paesaggio di Bretagna può stare nel palmo della mano quando lo si guarda da lontano Ma avvicinandosi non si vede più nulla si urta contro uno scoglio o contro un albero ci facciamo male è peccato. [Jacques Prevert]

25 agosto 2017

L'amante giapponese

Isabel Allende ne L'amante giapponese racconta una storia poco nota: dopo l'attacco del Giappone a Pearl Harbor gli americani crearono dei veri e propri campi di prigionia per tutti i cittadini di origine nipponica.
Lettura su panchina
Però Isabel Allende esagera e in nemmeno 300 pagine racconta anche della Seconda Guerra Mondiale in Polonia, oltre che negli USA, dell'Aids, della pedopornografia, della vecchiaia e la perdita di autosufficienza... e mille altre sfighe a cui manca solo all'appello l'invasione delle cavallette.
La trama è abbastanza complessa ma è si può riassumere -e semplificare- così: c'è una vecchierella in una casa di riposo fricchettona dalle parti di San Francisco e un'operatrice moldava giovane e carina.
Le due diventano amiche perché sono entrambe belle strane ed entrambe hanno un segreto da nascondere. Perché Irina non vuole innamorarsi? E dove va Alma quando è in libera uscita dalla Lark House? E quelle lettere che Irina trova tra le cose di Alma di chi sono?

Io odio profondamente i libri che invece di prendere un problema e sviscerarlo, si divertono ad enumerare un numero infinito di catastrofi che ad un certo punto della lettura ti viene da dire "e che c***o non può piovere per sempre eh!".
Questo libro non fa eccezione e mi è piaciuto solo lì così. Se lo salvo è solo per merito dello stile da vera maestra dell'autrice: l'Allende alla fine non delude mai anche quando non scrive dei capolavori.
Non è manco da precisare che questa storia è lontana mille mila anni luce da quel gioiello de La casa degli spiriti. 

Se però vi interessa approfondire la questione dei cittadini statunitensi di origine giapponese che furono trattenuti nei campi di prigionia negli USA, vi consiglio assolutamente di leggere Il gusto proibito dello zenzero: racconta questo pezzo di storia quasi sconosciuto e lo fa in una maniera molto più coinvolgente!

21 agosto 2017

et voilà... sono di nuovo qua!

Eccomi di ritorno da 10 giorni in Francia, in Bretagna.
Siccome faccio fatica a scaricare le mie foto della vacanza, vi racconterò qualcosa della Bretagna con le simpaticissime immagini di Le Corrè, un disegnatore di cartoline bretoni.
Queste informazioni mi sarebbero state utili quando organizzavo il mio viaggio e spero servano a chi vorrà andare a visitare la Bretagna!

Per iniziare: la Bretagna è quella regione che si trova nell'angolino in alto a sinistra della Francia (tecnicamente Nord-ovest).

Come si arriva in Bretagna?
Dall'Italia si può raggiungere la Bretagna con un volo/treno fino a Parigi e poi affittare una macchina per iniziare il proprio tour.
Noi invece abbiamo preferito volare su Nantes da Malpensa. Nantes non è tecnicamente in Bretagna dal punto di vista amministrativo, ma è comodissima per organizzare un tour circolare e visitare tutta la Bretagna. Un grazie particolare lo voglio rivolgere a Silvia di Banana e cioccolato che ci ha passato tantissime informazioni utili e ci ha permesso di organizzare un viaggio bellissimo.
...cosa che a noi fortunatamente non è capitata!
Se non so il francese... sopravviverò in Bretagna?
Dopo essere sopravvissuta in Polonia con il mio inglese ho decisamente rivisto il peso che davo alla conoscenza dell'inglese per fare un viaggio...
Il mio francese comprende circa 10 parole, comprese  je t'aime e voulez vous coucher avec moi, e siamo stati felicemente sorpresi di scoprire che i francesi non sono così altezzosi come li dipingono (=fare finta di non capirti!). Abbiamo trovato tutte persone molto disponibili, anche se abbiamo notato che pure chi capisce bene l'inglese tende a rispondere in francese.
In molti dei posti che abbiamo visitato però la cartellonistica era solo in francese... e bretone!
A quanto pare i bretoni ci tengono molto alla loro lingua e ci tengono a mettere tutte le indicazioni nelle due lingue.
l'onnipresente bandiera bretone

Com'è il tempo in Bretagna?
Credo di essere stata particolarmente fortunata perché abbiamo trovato mediamente bel tempo, a parte un giorno che abbiamo preso un temporalone estivo di soli 20 minuti ma di quelli che ti inzuppano fino alle mutande.

Siamo vicino all'Oceano quindi il clima è umido e c'è un sacco di vento.
Come mi vesto in Bretagna?
A caso. O per meglio dire: il tempo cambia così tante volte nel corso del giorno che comunque vi vestiate ci sarà un momento nell'arco della giornate in cui sarete le persone giuste con il vestito giusto.
Ci sono però due cose che non possono mancare nella vostra valigia: un k-way e un paio di scarpe in cui non passi l'acqua! I tipici stivali di gomma bretoni potete anche lasciarli a casa a meno che decidiate di sfidare l'alta marea con una certa costanza!

Che si mangia in Bretagna?
Ci scriverò un post sul cibo in Bretagna, ma il minimo comune denominatore sarà sempre e solo il burro. I Bretoni lo spalmano su qualsiasi cosa e mi ha fatto sorridere vedere che nei negozi di souvenir oltre agli intramontabili piatti-tazzine-bicchierini per gli amari- ci fossero anche un sacco di contenitori per il burro di ogni dimensione!

Ma la cosa più importante da sapere è che la Bretagna non delude assolutamente chi è alla ricerca di tanta natura, non ha paura di macinare tanti km in macchina e soprattutto non è alla ricerca di vita mondana!


07 agosto 2017

un mese di... lavoro!

Prima di partire, a giugno, avrei voluto scrivere un post per salutarci, per spiegare che il blog sarebbe rimasto inattivo per un po' ma ero così incasinata che non ce l'ho proprio fatta.
Se seguite la pagina facebook del blog sapete già tutto... se no vi racconto a posteriori dove sono stata!
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Per 5 settimane mi sono trasferita per lavoro a Forni di Sopra, un paesino di poche anime ma molti gerani, sulle Dolomiti friulane. E questo è quello che ogni mattina vedevo dal mio balcone quando mi alzavo per andare al lavoro e c'era il sole.
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Anche se quando pioveva o faceva brutto non era proprio lo stesso spettacolo.

E' stato un mese strano perché, sempre per lavoro, mi sono trovata a trascorrere meno di 24 ore a Roma e meno di 20 ore in Calabria.
Sono state poche ore ma intense: io di Roma ogni volta che ci metto piede me ne innamoro e da quando ho scoperto la pasta cacio e pepe credo che sia proprio la mia città preferita, quella dove non mi stufo di tornare.
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 In Calabria invece ho guardato il mare, chiacchierato sulla spiaggia con un vecchio amico e cenato con la brezza tra i capelli.
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Nel tempo libero ho fatto qualche passeggiata...
Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:


Ho letto vicino ai laghetti con le mie amiche papere...
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Ho fatto colazioni in una pasticceria buonissima, da Myriam...

Ho mangiato il piatto tipico della Carnia: il frico, che è una specie di frittata con molto formaggio fuso e qualche patata. Una roba ottima, magari da preferirsi quando non ci sono 30 gradi!

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E ora?
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Ciao montagna! Ora mi merito un po' di vacanza: con il blog ci si risente a fine mese e io me ne vado in ferie in Francia a guardare oceano e scogliere... e mangiare galettes!
(qualche aggiornamento lo vedrete sulla pagina facebook e sul profilo instagram!)